The book of the ideal figure

Libero pensiero libera espressione

“Laudato sia l’ulivo nel mattino!
Una ghirlanda semplice, una bianca
tunica, una preghiera armoniosa
a noi son festa.
Chiaro leggero è l’arbore nell’aria
E perché l’imo cor la sua bellezza
ci tocchi, tu non sai, noi non sappiamo,
non sa l’ulivo.
Esili foglie, magri rami, cavo
tronco, distorte barbe, piccol frutto,
ecco, e un nume ineffabile risplende
nel suo pallore!
O sorella, comandano gli Ellèni
quando piantar vuolsi l’ulivo, o côrre,
che ‘l facciano i fanciulli della terra
vergini e mondi,
imperocché la castitate sia
prelata di quell’arbore palladio
e assai gli noccia mano impura e tristo
alito il perda.
Tu nel tuo sonno hai valicato l’acque
lustrali, inceduto hai su l’asfodelo
senza piegarlo; e degna al casto ulivo
ora t’appressi.
Biancovestita come la Vittoria,
alto raccolta intorno al capo il crine,
premendo con piede àlacre la gleba,
a lui t’appressi.
L’aura move la tunica fluente
che numerosa ferve, come schiume
su la marina cui l’ulivo arride
senza vederla.
Nuda le braccia come la Vittoria,
sul flessibile sandalo ti levi
a giugnere il men folto ramoscello
per la ghirlanda.
Tenue serto a noi, di poca fronda,
è bastevole: tal che d’alcun peso
non gravi i bei pensieri mattutini
e d’alcuna ombra.
O dolce Luce, gioventù dell’aria,
giustizia incorruttibile, divina
nudità delle cose, o Animatrice,
in noi discendi!
Tocca l’anima nostra come tocchi
il casto ulivo in tutte le sue foglie;
e non sia parte in lei che tu non veda,
Onniveggente!”

—   

L’ULIVO 

di GABRIELE D’ANNUNZIO

“Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l’uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini non sono così. Possiamo dire di un uomo che è più spesso buono che cattivo, più spesso intelligente che stupido, più spesso energico che apatico, e viceversa: ma non sarebbe la verità se dicessimo di un uomo che è buono o intelligente, e di un altro che è cattivo, o stupido. E invece è sempre così che distinguiamo le persone. Ed è sbagliato. Gli uomini sono come i fiumi: l’acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini. Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso.”

—   Lev Tolstoj

“E’ l’estasi languorosa,
è l’a stanchezza d’amore,
è tutti i brividi dei boschi
nella stretta delle brezze,
è, verso le grigie fronde,
il coro di piccole voci.
O mormorio fresco, lieve!
Cinguetta e sussurra
somiglia al dolce grido
che l’erba agitata espira…
Diresti, sotto l’acqua che scorre,
il sordo rotolare dei ciottoli.
Quest’anima che in un gemito
sonnolento si lamenta
è la nostra, non è vero ?
La mia, dici, e la tua
da cui sale umile l’antifona
sommessa, in questa tiepida serata ?”

—   Paul Verlaine

“Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo. Il guaio è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla né vederla, la vostra pazzia.”

—   L. Pirandello - Enrico IV

“Quando nacqui al mondo vidi che la madre di tutti gli esseri viventi è la terra sposata alla notte.”

—   Gorodeckij

“Indietro, indietro, o miei tristi pensieri!
Io voglio sognare e non piangere!”

—   Lamartine
"Dove c’è troppa luce il lucano si eclissa, dove c’è troppo rumore il lucano s’infratta" (Leonardo Sinisgalli)
‪(ph. Franco Antolini)

''Il giovane Holden'' di Salinger, compie 63 anni il libro che ha sconvolto intere generazioni

“Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco
verso il paese dov’è gioia e quiete.
Forse, ben presto anch’io dovrò raccogliere
le mie spoglie mortali per il viaggio.
Care foreste di betulle!
Tu, terra! E voi, sabbie delle pianure!
Dinanzi a questa folla di partenti
non ho forza di nascondere la mia malinconia.
Ho amato troppo in questo mondo
tutto ciò che veste l’anima di carne.
Pace alle betulle che, allargando i rami,
si sono specchiate nell’acqua rosea.
Molti pensieri in silenzio ho meditato,
molte canzoni entro di me ho composto.
Felice io sono sulla cupa terra
di ciò che ho respirato e che ho vissuto.
Felice di aver baciato le donne,
pestato i fiori, ruzzolato nell’erba,
di non aver mai battuto sul capo
gli animali, nostri fratelli minori.
So che là non fioriscono boscaglie,
non stormisce la segala dal collo di cigno.
Perciò dinanzi a una folla di partenti
provo sempre un brivido.
So che in quel paese non saranno
queste campagne biondeggianti nella nebbia.
Anche perciò mi sono cari gli uomini
che vivono con me su questa terra.”

—    S.A. Esenin